Vivaldi: Concerti e Trii per liuto e archi
Forse pochi sanno che la riscoperta del repertorio di Antonio Vivaldi ha origini relativamente recenti, in quanto è frutto di un lavoro portato avanti, a partire dal 1939, da Alfredo Casella.
E' indubbio, invece, che la popolarità vivaldiana è fortemente legata a "Le quattro stagioni", tratte da "Il cimento dell'armonia e dell'inventione", op. 8 nn. 1-4.
Ciò, se da un lato è servito a diffondere il nome dell'autore in tutto il mondo, dall'altro ha impedito, per molto tempo, un maggiore approfondimento della sua intera produzione, poiché tutto quanto si discostava sensibilmente da questo brano, caratteristico dello stile del compositore veneziano, era scarsamente considerato.
Non dobbiamo meravigliarci, quindi, se un autore celebre come Stravinskij, definiva Vivaldi "un musicista noioso che ha scritto seicento volte lo stesso concerto".
Fortunatamente in anni recenti abbiamo assistito, da parte di alcune case discografiche, al tentativo di allargare gli orizzonti, proponendo composizioni inedite o raramente eseguite dell'autore veneziano.
Leggi tutto l'articolo della Guida Musica classica
Vota questo post






Ultimi commenti